Contrariamente a quanto dice il Governo,gli Stati Uniti non hanno bisogno di alcuna autorizzazione da parte del Governo e del Parlamento italiani riguardo all’uso delle loro basi in Italia, ma hanno piena libertà di usarle quando e come vogliono.Usando Sigonella quale centro di intelligence per la guerra contro l’Iran gli Stati Uniti si mettono al sicuro, ma trascinano di fatto l’Italia nella guerra esponendola al rischio di essere colpita.

Rimandiamo chi ci legge alla visione di questa puntata di Grandangolo, concentrando le seguenti note sulla questione nodale che abbiamo di fronte in Italia. Lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua replica alla Camera, ha così definito la guerra esplosa in Medio Oriente: “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale. è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un programma radiofonico, ha ammesso che la guerra comporta un “rischio di escalation che può avere conseguenze imprevedibili”.

Riguardo all’uso delle basi statunitensi in Italia, Giorgia Meloni ha assicurato che “si stiano attenendo agli accordi bilaterali del 1954”. Ha quindi precisato; “In Italia abbiamo tre basi militari concesse agli Americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”. Chiediamo quindi alla Presidente del Consiglio che mostri in Parlamento e sui media i testi degli accordi bilaterali del 1954 tra Italia e Stati Uniti e i successivi aggiornamenti. Cosa non facile: tali accordi sono infatti coperti da segreto militare in tutte le parti sostanziali. Riguardo all’informazione della Meloni che “in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli Americani”, spieghi in Parlamento e sui media i seguenti fatti.

Secondo il rapporto ufficiale del PentagonoBase Structure Report, le Forze armate statunitensi posseggonoin Italia più di 1.500 edifici, con una superficie complessivadi oltre 1 milione di metri quadri, e hanno in affitto oconcessione altri 800 edifici, con una superficie di circa900.000 metri quadri Si tratta, in totale, di oltre 2.300 edifici conuna superficie di circa 2 milioni di metri quadri, sparsi inuna cinquantina di siti. Ma questa è solo una parte dellapresenza militare statunitense in Italia.Alle basi militari Usa si aggiungono quelle della Natosotto comando Usa e quelle italiane a disposizione delleforze Usa/Nato. Si stima che, in totale, siano oltrecento. L’intera rete di basi militari in Italia è, direttamenteo indirettamente, agli ordini del Pentagono. Essa rientranell’”area di responsabilità” del Comando Europeodegli Stati Uniti, con a capo un generale statunitenseche ricopre allo stesso tempo la carica di ComandanteSupremo Alleato in Europa. In altre parole: gli Stati Uniti non hanno bisogno di alcuna autorizzazione da parte del Governo e del Parlamento italiani riguardo all’uso di questa rete di basi, ma hanno piena libertà di usarla quando e come vogliono.

Lo conferma l’uso che gli Stati Uniti fanno della base di Sigonella in Sicilia. LaNaval Air Station(Nas) Sigonella, con un personale di circa 7.000 militari e civili, costituisce la maggiore base navale e aerea Usa e Nato della regione mediterranea. Oltre a fornire appoggio logistico alla Sesta Flotta statunitense, essa costituisce la base di lancio di operazioni militari segrete principalmente, ma non unicamente, in Medio Oriente e Africa. La Nas – si legge nella presentazione ufficiale – «ospita aerei Usa e Nato di tutti i tipi». Tra questi, droni-spia, capaci di volare senza rifornimento per oltre 16.000 chilometri, che da Sigonella effettuano missioni su Medioriente, Africa, Ucraina orientale, Mar Nero e altre zone. Per attacchi mirati (sempre segreti) decollano da Sigonella anche droni armati di missili e bombe a guida satellitare. LaNaval Air StationSigonella è integrata dalla base italiana di Augusta, che fornisce combustibile e munizionamento alle unità navali Usa e Nato, e dal porto di Catania capace di ospitare fino a nove navi da guerra. La base di Sigonella è collegata alla stazione Muos di Niscemi (Caltanissetta): un sistema di comunicazioni satellitari militari ad altissima frequenza, composto da quattro satelliti e quattro stazioni terrestri: due in territorio statunitense, in Virginia e nelle Hawaii, una in Australia e una in Sicilia, ciascuna dotata di tre grandi antenne paraboliche di 18 metri di diametro. Tale sistema permette al Pentagono di collegare a un’unica rete di comando e comunicazioni sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri, mentre sono in movimento in qualsiasi parte del mondo si trovino.

Italmilradar, sito web specializzato nel tracciamento dei voli militari, documenta in base ai tracciati radar: “Negli ultimi giorni sono stati avvistati diversi droni di sorveglianza MQ-4C Triton della Marina degli Stati Uniti in volo da e verso la base aeronautica militare di Sigonella, operanti sul Mediterraneo orientale e diretti verso aree più vicine al Golfo Persico. Normalmente, quando i Triton sono impegnati nel monitoraggio della regione del Golfo, vengono schierati in prima linea nelle basi degli Emirati Arabi Uniti, in particolare ad Abu Dhabi. Da lì i droni possono condurre missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) sullo Stretto di Hormuz, sul Golfo di Oman e sul Mar Arabico settentrionale. L’utilizzo dei Triton da Sigonella aumenta la distanza dalle aree operative, ma offre una base di lancio più sicura e politicamente più stabile. Mantenendo i droni in Sicilia, la Marina degli Stati Uniti può ridurre il rischio per le sue infrastrutture ISR. Sigonella è da tempo un hub centrale per le operazioni di intelligence degli Stati Uniti e della Nato nel Mediterraneo. Nell’attuale crisi Sigonella sembra svolgere un ruolo ancora più importante, fungendo da piattaforma ISR di retroguardia ma altamente capace, a supporto delle operazioni che si estendono dal Mediterraneo orientale al Golfo.” Il significato è chiaro: usando Sigonella quale centro di intelligence per la guerra contro l’Iran gli Stati Uniti si mettono al sicuro, ma trascinano di fatto l’Italia nella guerra esponendola al rischio di essere colpita.

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Source: Global Research