Il Dipartimento di Stato, al termine dell’incontro del segretario Marco Rubio con Papa Leone XIV a Roma per “discutere della situazione in Medio Oriente”, sottolinea “l’impegno comune degli Stati Uniti e della Santa Sede a favore della promozione della pace e della dignità umana”. Quanto gli Stati Uniti siano impegnati a promuovere la pace in Medio Oriente lo dimostra il fatto che, poco prima di incontrare il Papa, il segretario di Stato ha approvato una ulteriore fornitura militare ad Israele: 10.000 proiettili a guida di precisione prodotti negli USA dall’industria britannica BAE Systems. Dati parziali, relativi al periodo 2023-2025, indicano che gli Stati Uniti hanno fornito a Israele armi per l’ammontare di 21,7 miliardi di dollari, usate principalmente per attaccare Gaza, l’Iran e il Libano. Contemporaneamente gli USA hanno speso 12 miliardi di dollari per gli attacchi da loro condotti contro lo Yemen e l’Iran. Hanno quindi speso in due anni, per la guerra in Medio Oriente, 34 miliardi di dollari. Si sono aggiunti a questi oltre 25 miliardi di dollari per l’Operazione Epic Fury contro l’Iran, portando a 60 miliardi di dollari (in continuo aumento) la loro spesa per la guerra in Medio Oriente.

Quanto gli Stati Uniti siano impegnati a promuovere la dignità umana in Medio Oriente lo dimostrano le conseguenze dell’operazione militare condotta da Israele a Gaza, con il pieno sostegno militare e politico degli Stati Uniti. Un dettagliato rapporto redatto dalla Banca Mondiale, dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite riassume così l’attuale situazione a Gaza: “Le privazioni in materia di alloggio, sicurezza alimentare, salute, istruzione e mezzi di sussistenza si verificano contemporaneamente e si rafforzano a vicenda. Gli shock multisettoriali generano un circolo vizioso che alimenta la fame, le malattie, la perdita di apprendimento, la perdita di reddito, la violenza di genere e la frammentazione sociale. La portata e l’entità delle privazioni relative alle condizioni di vita, ai mezzi di sussistenza/reddito, alla sicurezza alimentare, all’uguaglianza di genere e all’inclusione sociale hanno fatto regredire lo sviluppo umano nella Striscia di Gaza di 77 anni.”

“Oltre il 40% delle donne incinte e che allattano è gravemente malnutrito e due terzi soffrono di anemia. Nell’agosto 2025, il 61% delle donne sottoposte a screening presso le cliniche di Save the Children era malnutrito. Un neonato su cinque nasce prematuro o sottopeso, eppure l’accesso alle cure neonatali di emergenza è diminuito del 70%. Quasi tutti i bambini necessitano di sostegno psicologico e psicosociale. L’escalation del conflitto ha portato a un numero elevato di bambini feriti senza familiari sopravvissuti. 728.000 bambini e giovani in età scolare non frequentano la scuola da più di due anni e almeno 792 insegnanti e membri del personale scolastico sono stati uccisi. L’istruzione formale per i bambini con disabilità è stata quasi completamente sospesa. La situazione è aggravata dalla mancanza di acqua potabile, con oltre il 90% dei bambini colpiti da una o più malattie.”

Un rapporto di Francesca Albanese, relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, documenta che “la tortura sistematica dei palestinesi è diventata parte integrante del genocidio coloniale perpetrato da Israele, fungendo da strumento di violenza annientatrice diretta contro il popolo palestinese. Quando la tortura viene perpetrata su un intero territorio, contro una popolazione in quanto tale, e sostenuta da politiche che distruggono le condizioni di vita, l’intento genocida è evidente.”

Ad essere perseguitati da Israele sono anche i cristiani. “Il Rossing Center for Education and Dialogue, un gruppo interreligioso con sede a Gerusalemme, documenta un fenomeno persistente e in espansione di intimidazioni e aggressioni, ovvero atti di violenza perpetrati nei confronti dei cristiani in Israele da parte di ebrei israeliani nel 2025. Il rapporto descrive 155 episodi, tra aggressioni fisiche a persone e attacchi a proprietà della Chiesa. La manifestazione più comune di ostilità è stata quella di sputare contro le chiese e i membri del clero, spesso in pieno giorno o addirittura davanti agli agenti di polizia.”

Nonostante ciò il presidente Trump continua a sostenere Israele a tutto campo. Allo stesso tempo Trump attacca il Papa accusandolo di mettere in pericolo i cattolici perché “a lui va benissimo che l’Iran abbia l’arma nucleare”. In realtà l’Iran, firmatario del Trattato di Non Proliferazione e quindi sotto controllo ONU, non ha armi nucleari (pur essendo uno dei 30 paesi che, avendo un avanzato nucleare civile, possono un giorno arrivare a costruire armi nucleari). Israele è l’unico paese in Medio Oriente dotato di armi nucleari e, non avendo aderito al Trattato di Non-Proliferazione, non è soggetto ad alcun controllo. Israele ha potuto dotarsi di un potente arsenale nucleare grazie al fatto che, fin dall’inizio, è stato aiutato dagli Stati Uniti d’America, dalla Francia e da altri paesi della NATO.

Gli Stati Uniti si dichiarano “Una Nazione sotto Dio”, come sarà scritto sul colossale Arco di Trionfo che sarà eretto a Washington in commemorazione del 250° anniversario. Per celebrarlo il presidente Trump ha partecipato – con 500 leader religiosi, governativi, imprenditoriali e dello spettacolo – alla lettura (durata una settimana) di ogni versetto della Bibbia. Nel suo Messaggio Presidenziale Trump ha chiamato tutti i cittadini a “riconoscere ancora una volta gli straordinari fondamenti biblici della nostra Nazione, rendere grazie per gli innumerevoli modi in cui Dio è stato la fonte sacra della nostra Unità e della nostra Forza Nazionale, riscoprire le verità bibliche che hanno animato gli Stati Uniti d’America per due secoli e mezzo e pregare affinché la Bibbia continui a guidarci – come individui, come popolo e come nazione – per i prossimi 250 anni e oltre.”

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Source: Global Research